11 maggio 2010

L'inglese si impara meglio quando il professore non è madrelingua

tratto da: La Stampa

Professore madrelingua addio, l’inglese si impara meglio da un insegnante con una pronuncia non perfetta. È questa la sorprendente conclusione di un studio realizzato da un professore di psicologia, Zohar Eviatar, e pubblicato sul Journal of Psycholinguist Research, secondo il quale gli studenti che imparano una seconda lingua da un insegnante che ha un accento simile al proprio apprendono più rapidamente e con meno fatica.
Il fatto è che gli studenti, dovendo impiegare tempo ed energia per capire su quello che dice il professore magari con un perfetto accento oxfordiano, possono concentrarsi, con minore frustrazione, sull’apprendimento delle regole e delle strutture della lingua, sostiene lo psicologo israeliano.
Lo studio viene ripreso oggi in un articolo del Washington Post per confutare la recente decisione dell’Arizona, lo stato che ha appena varato una severissima legge in materia di immigrazione criticata dall’amministrazione Obama, di rimuovere dalle classi piene di ragazzi ispanici che cercano di imparare l’inglese professori con un forte accento ispanico.
Applicate in Arizona, conclude, il Post le teorie del professor Eviatar implicherebbero che i bambini immigrati potranno imparare meglio l’inglese da professori a loro volta immigrati.
La cosa interessante della ricerca dell’università di Haifa - che si concentra non solo sull’apprendimento di una seconda lingua, ma in generale sui meccanismi dell’apprendimento collegati alla lingua parlata - è che è stata condotta da un team di ricercatori con il background linguistico più vario: oltre Eviatar, che è bilingue inglese e ebraico, Raphiq Ibrahim, un arabo israeliano che parla ebraico con accento arabo e Mark Leikin che viene dell’ex Unione Soveitica ed ha conservato il suo accento russo.
Anche il campione di studenti su cui è stata condotta la ricerca rappresentano uno spaccato linguistico interessante: 20 che parlano ebraico dalla nascita, 20 sono immigrati da paesi dell’ex Unione Sovietica e 20 sono arabi israeliani che parlano ebraico dall’età di sette anni. Per i test sono stati realizzate registrazioni delle frasi in ebraico con quattro diversi accenti, la pronuncia pura, l’accento arabo, quello russo e quello inglese. Ed è risultato che se i madrelingua potevano capire al volo ogni frase a prescindere dall’accento, gli altri gruppi capivano più rapidamente quelle con l’accento simile al proprio.