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Visualizzazione dei post con l'etichetta inglese

L'inglese si impara meglio quando il professore non è madrelingua

tratto da: La Stampa

Professore madrelingua addio, l’inglese si impara meglio da un insegnante con una pronuncia non perfetta. È questa la sorprendente conclusione di un studio realizzato da un professore di psicologia, Zohar Eviatar, e pubblicato sul Journal of Psycholinguist Research, secondo il quale gli studenti che imparano una seconda lingua da un insegnante che ha un accento simile al proprio apprendono più rapidamente e con meno fatica.
Il fatto è che gli studenti, dovendo impiegare tempo ed energia per capire su quello che dice il professore magari con un perfetto accento oxfordiano, possono concentrarsi, con minore frustrazione, sull’apprendimento delle regole e delle strutture della lingua, sostiene lo psicologo israeliano.
Lo studio viene ripreso oggi in un articolo del Washington Post per confutare la recente decisione dell’Arizona, lo stato che ha appena varato una severissima legge in materia di immigrazione criticata dall’amministrazione Obama, di rimuovere dalle classi p…

Lingue, la nostra università fanalino d'Europa

tratto da: La Stampa

Le autorità italiane, è notizia recente, pretendono giustamente che nei documenti dell’Unione europea l’italiano non venga discriminato. Resta però il fatto che, comunque, negli importanti incontri informali e in molte discussioni ufficiali, si parla inglese, o francese, o magari tedesco, le lingue della comunicazione internazionale e/o del potere economico. Lingue che molti dei nostri rappresentanti conoscono poco e male.
Non è colpa loro. Non del tutto. La cultura italiana a lungo ha ignorato la necessità di conoscere le altre lingue moderne. Si faceva un po’ d’eccezione per il francese - con la paradossale conseguenza che un tempo i romanzi russi venivano tradotti non dall’originale, ma dalla loro versione francese (lo stesso, più di recente, accadde per un dramma di Tennessee Williams). Un pochino si faceva eccezione anche per il tedesco, perché serviva a filosofi e filologi. Ma si trattava di conoscenze per pochi.
L’Università non pensava affatto che valesse la …