tratto da Repubblica
L’Italia perde ogni anno molto più di quel mezzo milione che costa la cabina dell’interprete: ci rimette in risorse che potrebbero arrivare se i nostri rappresentanti parlassero l’inglese e il francese. È l’opinione del linguista Tullio De Mauro.
Professore, c’è chi sostiene che l’uso dell’italiano negli organismi europei vada difeso.
“Per me sarebbe semplice: gli italiani, e in particolare le nostre delegazioni politiche all’estero, dovrebbero studiare le lingue. Cosa che, per motivi misteriosi, nel nostro Paese riteniamo inutile fare, anche se ci rimettiamo economicamente”.
I costi degli interpreti in effetti sono alti.
“Ma non sono nulla di fronte a tutto ciò che non riusciamo a farci dare come contributi europei per l’Italia. Saper trattare in più lingue in riunioni e commissioni di varia natura, porterebbe soldi, che invece vengono regolarmente dirottati verso Grecia e Spagna. Spagnoli e greci sanno le lingue e le sanno usare: trattano e ottengono”.
Il lessico ingl…
L’Italia perde ogni anno molto più di quel mezzo milione che costa la cabina dell’interprete: ci rimette in risorse che potrebbero arrivare se i nostri rappresentanti parlassero l’inglese e il francese. È l’opinione del linguista Tullio De Mauro.
Professore, c’è chi sostiene che l’uso dell’italiano negli organismi europei vada difeso.
“Per me sarebbe semplice: gli italiani, e in particolare le nostre delegazioni politiche all’estero, dovrebbero studiare le lingue. Cosa che, per motivi misteriosi, nel nostro Paese riteniamo inutile fare, anche se ci rimettiamo economicamente”.
I costi degli interpreti in effetti sono alti.
“Ma non sono nulla di fronte a tutto ciò che non riusciamo a farci dare come contributi europei per l’Italia. Saper trattare in più lingue in riunioni e commissioni di varia natura, porterebbe soldi, che invece vengono regolarmente dirottati verso Grecia e Spagna. Spagnoli e greci sanno le lingue e le sanno usare: trattano e ottengono”.
Il lessico ingl…