19 agosto 2010

Dialetti della Rete, così Internet modifica la lingua

articolo tratto da La Stampa

«To google»
(cercare qualcosa su un motore di ricerca), «Apps» (applicazioni scaricabili e installabili sugli smatphones, telefonini di ultima generazione«), »Social Networking« (l’attività di di chi crea reti e connessioni sociali attraverso il web): sono questi alcuni dei termini, nati dalla rete Internet e oramai universalmente riconosciuti ed utilizzati.

In ogni parte del mondo, infatti, sta nascendo e si sta diffondendo a macchia d’olio un vero e proprio »dialetto internettiano« che diventa peculiare e caratteristico di quel determinato Paese.

E se in Ucraina le comunità che utilizzano Mac o Linux usano un vocabolario specifico, diverso da quello di coloro che preferiscono Microsoft, per le comunità anglofone, invece, sono diventati di culto alcuni siti internet che inventano ed insegnano giochi linguistici innovativi, come ad esempio il »Leetspeak«, un linguaggio nel quale alcune lettere vengono sostituite da numeri che derivano dai codici e linguaggi di programmazione informatica. Le parole, in questo modo, diventano comprensibili da chi conosce il codice, ma non dai pc.

La domanda, a questo punto, diventa se e quanto queste variazioni e giochi linguistici, per quanto siano affascinanti, saranno in grado di resistere nel tempo. «È ancora troppo presto per valutare l’impatto della tecnologia sui linguaggi - spiega alla Bbc David Crystal, professore alla University of Bangor - Basti ricordare la sparizione di alcuni vocaboli che alcuni settori della società hanno smesso di usare nel momento in cui altre classi sociali hanno iniziato a farli propri. Questa è una caratteristica tipica degli slang, e può succedere anche al linguaggio di internet, che è una fonte sorprendente di possibilità nuove per il linguaggio».

«Sicuramente si parla di trasformazioni non irrilevanti - dice all’ADNKRONOS Mario Morcellini, Sociologo e Preside della Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università La Sapienza di Roma - possiamo immaginare anche che siano anche congiunturali, legate ad una moda, in quanto è difficile stabilire se siano o meno irreversibili. Bisogna però tenere sempre in considerazione che il mondo della rete è il centro produttore delle maggiori trasformazioni linguistiche per i giovani».

Nel dibattito è intervenuto anche il prestigioso dizionario della lingua inglese di Oxford, l’Oed. Fiona McPherson, editor della redazione che si occupa dell’inserimento dei neologismi, spiega alla BBC la procedura che seguono in redazione: «Dapprima raccogliamo le prove di una utilizzazione effettiva di un termine per un periodo di tempo di almeno 5 anni. Una volta acquisite le prove, al vocabolo viene definitivamente assegnato un posto all’interno dell’Oxford English Dictionary».

«I processi di cambiamento delle lingue - sottolinea ancora il professor David Crystal alla Bbc - sono generalmente molto lenti, ma il web ha notevolmente accelerato questi fenomeni, in modo da averli resi molto più evidenti anche nel breve periodo. Online oramai la propria brillantezza e creatività si dimostrano proprio a partire dalla propria capacità di manipolare il linguaggio da e sul web».

Un altro dialetto, oramai considerato lingua a tuttig li effetti, di cui si parla da tempo, è il linguaggio degli sms, costituito da un mix di abbreviazioni ed acronimi.

«A ben guardare, però, - sostiene il Professor Crystal - si scopre che solo il 10% delle parole utilizzate nel testo dei messaggini inviati, a differenza di quanto si crede, non è scritto nella sua forma estesa e completa. E gli acronimi - prosegue Crystal - sembrano infastidire molto più persone di quante, invece, sostengono di amarle».