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15 gennaio 2014

I neologismi della recessione

La crisi economica degli ultimi anni ha dato vita a una lingua tutta propria, diffondendo divertenti neologismi finanziari che riflettono l'umor nero di chi deve affrontare i propri problemi economici.

Quando creiamo un nuovo termine, mettiamo in atto un meccanismo di difesa: cerchiamo di prendere il controllo della situazione circoscrivendo il problema e cristallizzandolo in un neologismo. Se poi ci ridiamo su tanto meglio! :)



11 ottobre 2012

Il processo di istituzionalizzazione di un neologismo

Il processo di istituzionalizzazione di un nuovo termine avviene secondo le seguenti fasi:
  1. Frequenza. Un neologismo può iniziare a essere usato con crescente ricorrenza. Si può osservare un suo picco e un declino della forma preesistente. Possono verificarsi improvvisi cambiamenti nella frequenza. La stabilità nel grado di occorrenza osservato o una recessione della stessa dopo un picco può indicare la fine del processo di istituzionalizzazione. Inoltre, bisogna osservare anche la relazione tra la frequenza con la quale una parola appare in certi testi e la frequenza totale di una parola. La prima viene definita text frequency e la seconda total frequency. Il rapporto tra i due valori può indicare il grado di istituzionalizzazione del termine. 
  2. Tipologia di testi e le varietà in generale. La presenza di un termine in differenti tipi di testi suggerisce il grado della sua istituzionalizzazione. Se un termine è usato solo in certi contesti sociali o geografici, è probabile che il suo grado di istituzionalizzazione sia limitato.
  3. Motivazione intra-linguistica. La presenza simultanea di differenti stili grafici (maiuscole, minuscole, prima lettera maiuscola, trattino) indicano un processo di istituzionalizzazione in atto. La graduale stabilità di una forma piuttosto che un’altra indica un processo di standardizzazione.
  4. Contenuto. Se il significato di una parola sconosciuta viene chiarito dall’uso di definizioni, parafrasi, sinonimi, contrari, ecc. vuol dire che il grado di istituzionalizzazione del termine è ancora basso. Anche il contesto nel quale il nuovo termine è inserito può essere un indicatore del grado di istituzionalizzazione, ad esempio se il neologismo è il titolo di un articolo o ne è l’argomento. Il grado di istituzionalizzazione è sicuramente aumentato se il neologismo non è più menzionato al centro dell’articolo (dove sono fornite in genere ulteriori spiegazioni), ma piuttosto nella sezione periferica.
  5. Formazione della parola e produttività. Un termine o un segmento di esso possono diventare il punto di partenza per la creazione di altri neologismi. Quando ciò avviene, il termine originario o il segmento del termine possono essere considerati istituzionalizzati. 
 I segni distintivi sopraelencati, relativi al processo di istituzionalizzazione di un neologismo, devono essere osservati per un lungo periodo di tempo ed è necessario, per ottenere ulteriori informazioni sulle origini e sulla diffusione del termine, raccogliere informazioni da più giornali, riviste, riviste specializzate, siti Internet e dizionari.
 
I neologismi presentano diversi meccanismi di formazione: suffissazione, prefissazione, termini composti (compounding), nuove coniazioni, metafore, locuzioni formate da due o più parole (fixed phrase).
Tuttavia, non sempre è possibile distinguere con precisione le varie categorie di formazione dei neologismi.

Excerpt from my article on Englishfor: Jurno Neologism - neologismi nelle news

21 gennaio 2011

Briffare

Briffare: da "to brief", comunicare per sommi capi le richieste di un cliente su di una determinata commessa.


Nella vignetta di Ellekappa sulle ormai tristemente famose intercettazioni delle telefonate delle escort coinvolte del sexygate italiano è apparso il termine "briffare". Si tratta dell'ennesimo esempio di "itanglese" nato dalla trasposizione fonetica di un termine inglese che viene poi italianizzato. La new entry “Briffare” (to brief) si aggiunge agli altri mostruosi calchi italiani “Mecciare” (to match), “Forwadare” (to forward), “Downloadare” (to download), “Uploadare” (to upload) che significano rispettivamente: comunicare per sommi capi le richieste di un cliente su di una determinata commessa, eseguire un confronto al fine di trovare affinità, inoltrare, scaricare uno o più file da una fonte in Rete, caricare uno o più file su di un server in Rete.

Fonti:

Rainews 24

La Repubblica

Smeerch


Vedi anche:

Vi siete fasati?

Downshifting

The act of reducing one's standard of living for an improved quality of life. Downshifting assumes a tradeoff between standard of living, such as level of wealth, and quality of life, which relates to well-being. People who downshift are looking to improve their personal lives. These changes could take the form of more spare time, a reduced workload or a lower stress level. To achieve these goals, the person must be willing to give up his or her current standard of living and look to reduce the cost of living. For example, someone may attempt to downshift by reducing monthly expenses, moving to a smaller house or selling unnecessary possessions.

Source: Investopedia


“Semplicità volontaria” è il neologismo che definisce quello che, principalmente nel mondo anglosassone, viene chiamato all’interno del mondo del lavoro la scelta da parte di diverse figure di lavoratori – particolarmente professionisti – di giungere ad una libera, volontaria e consapevole autoriduzione del salario bilanciata da un minore impegno in termini di ore dedicate alle attività professionali, in maniera tale da godere di maggiore tempo libero (famiglia, ozioso relax, hobbystica, ecc.).

Source: Noi Risparmio

23 novembre 2010

2 ottobre 2010

Recessions-Era Words and Phrases


Are You a 'Nevertiree'? Or Are You Among the 'Accidentally Retired'?

The economic crisis has brought about a "new normal," in which Americans are adjusting their expectations concerning work, investing, spending, and one's "lifestyle." The recession has also brought with it new words and phrases, like "new normal."


Here are some others:

"Reluctant Breadwinner"


As defined recently by BusinessWeek, these are:
Women who wanted to stay home until their income suddenly became critical to the well-being of their families.

"Nevertiree"


As defined by Barclay's Wealth (via CR), this is:
a person who intends never to retire but instead enjoy a life of "nevertirement."
Hmmm… we may need a new definition of "enjoy," because the way the word is used here, it doesn't sound fun or "enjoyable."

"Accidentally Retired"


The NY Times describes this phenomenon as one that occurs when an individual over the age of 50 is laid off and faces the real prospects of never working again:
Because it will take years to absorb the giant pool of unemployed at the economy's recent pace, many of these older people may simply age out of the labor force before their luck changes.


"99ers"

The long-term unemployed who have exhausted their 99 weeks of unemployment benefits, and who, according to the LA Times, are trying to organize as together into a powerful political force.

"Mindful Spending"

The novel post-recession mindset, in which consumers actually think and consider value before they buy something. The phrase is used in a new book titled Consumed: Rethinking Business in the Era of Mindful Spending.


"Burrito Factor"

A means for analyzing an item's value, in which the cost of the item is measured by how many burritos you could buy with the same money. The system is used by Debt Ninja (thanks Consumerist), who uses the burrito factor to help him decide whether to buy everything from a salad to a sports car. Here's the Ninja's explanation:
Whenever I go out to eat and look at the menu, I run the burrito factor through my mental calculator. It looks a little something like this… "Okay, this salad is gonna cost me $12.50, which is the same price as 2.5 California burritos. Plus the salad is probably only going to fill me up 50%. So that means this salad is gonna cost the equivalent of 5 California burritos to get full. Death to salad!"

"Money Parker"

An investor who is not in the mood to take on risk in the stock market or real estate, and who for the time being, is content to park his money in CDs or bank savings accounts that pay off a measly 1% or so interest. The Boston Globe reported that bank deposits have increased 19% over the last four years, even though customers are getting pathetic returns on their money:
The rates are so low that many depositors are actually losing money after factoring in taxes and inflation, which is currently running at about 1 percent a year.

"Courtesy Pay"


Along with "buffer zone" and "debit card advance," "courtesy pay" is a phrase cooked up by banks to make overdraft fees sound palatable to customers, in the hopes of getting them to opt into coverage.

"Mortgage Worthy"

The roughly two-thirds of American consumers who currently have a prayer of qualifying for a mortgage. A report just came out revealing that 30% of Americans would not be able to get a mortgage today due to poor credit scores.

"Free Rent"

Closely related to the terms "strategic default" and the more folksy
"walking away," the "free rent" approach involves a strategic mortgage default but no walking away from the home until forced to do so after foreclosure proceedings. Until that occurs, the owner/defaulter enjoys "free rent."

"The Great Divergence"

Phrase describing the 30-year rise in income inequality in the U.S., resulting in the current state of affairs in which the richest 1% of Americans account for 24% of national income.

"Disposable Worker"

Also known as a "perma-temp," and known to exist in a "gig economy," the disposable worker is one who can be hired and fired quickly based on the whims of company needs, and who can expect no benefits, substandard hourly wages, and (obviously) no hint of job security.

"Hiring Workers"

An interesting "new" concept companies are considering to increase productivity and revenues, after productivity finally leveled off after businesses laid off employees and maxed out efficiency by pushing the (full-time and disposable) workers still on the payroll to the brink of exhaustion.

6 agosto 2010

Linguistics: Speaking of Space

published on: Time

America's leap into space has stimulated science and spawned new industries. It has also created a new idiom: space-speak. Many a scientist finds the growing, and sometimes incomprehensible jargon essential to the simplest conversation about new devices and techniques. But many a layman has become convinced that it is only one more irritating and unnecessary obstacle looming between him and a better grasp of scientific accomplishment. In a detailed analysis of space-speak for the magazine Science, University of Michigan Psychologist David McNeill suggests that there is something to be said for both points of view.
Creativity Limitation. Such space-speak metaphors as "umbilical" (the cord connecting a space-walking astronaut to his craft) and "milk stool" (the arrangement of a missile's three rocket engines) are vital additions to the language, says McNeill. He is equally impressed by such metonyms as "eyeballs in" and "eyeballs out" (describing extreme conditions of acceleration and deceleration, respectively), and he approves of neologisms such as "rockoon" (a rocket launched from a balloon). Unfortunately, metaphors, metonyms and neologisms—and the creativity required to invent them—are limited. They constitute only about one-eighth of the entries in official NASA diction aries of space terms.
Most of the remaining space jargon, according to McNeill's analysis, is made up of "nominal compounds"—words strung together endlessly in what scientists consider a logical order to describe complex devices or systems. Controlling the attitude of a ship by ejecting gas through nozzles, for instance, is called "nozzle gas ejection ship attitude control." The longest nominal compound discovered by McNeill appeared in the Congressional Record, and sounded as if it had been translated literally from the German: "liquid oxygen liquid hydrogen rocket powered single stage to orbit reversible boost system."
Such unwieldy compounds, McNeill says, constitute 19% of all the words in written NASA reports—substantially more than he found, for example, in papers by psychologists (8%) or in articles by educators (3%). But they are also used extensively by non-space scientists, "apparently to meet the common need for technical terms in greater numbers than metaphors, metonyms or neologisms can supply."
Possessive Pretension. On the other hand, McNeill stresses, the compound is often used to extremes, especially by those who pretend to possess a degree of technical knowledge that they do not have. Establishing a "pretension index" based on the length of nominal compounds and their frequency of use, he discovered that in their speeches, members of Congress were even more compound-conscious than NASA engineers. A space-technology magazine was a worse offender. It printed 300% more six-word compounds than did written NASA reports.
Even the engineering mind has begun to boggle at the profusion of space-speak—which explains the reduction of some complex nominal compounds to straightforward acronyms. "Augmented target docking adapter" has become ATDA, "astronaut maneuvering unit" is known as AMU, and the "electronic ground automatic destruct sequencer" —used to blow up missiles that have gone astray—is known simply as EGADS.
More detailed study of space-age jargon would be beneficial, McNeill feels, and his report must be considered only preliminary. "But we can conclude," he says, "that the following statement is probably true: Space-speak is an engineering technology concept expression manuscript sentence grammar device."

28 aprile 2010

Una rete sempre più fitta di neologismi e acronimi

tratto da: Il Sole 24 Ore

Spesso rispecchiano in modo semplice ed efficace una loro peculiarità come nel caso di «Information silos» o «Sistem-on-a-chip»; altre volte nascono dalla fusione di più termini o concetti (E-book, Cyberwar e Micro web tv), ma non ci si deve sorprendere più di tanto se Avatar affonda le sue radici nella religione induista e «Tragedy of the Commons» risale alla tradizione giuridica anglosassone. E forse non tutti si rendono conto che quell'irrinunciabile voglia di consultare la posta elettronica, partecipare ai social network, navigare sul web sempre e in ogni occasione può nascondere un disturbo nervoso dal nome quasi impronunciabile: Discomgoogolation, ovvero sindrome da astinenza da internet, che si contrappone ad «always on», la possibilità di essere sempre connessi al web.
Invece sono tutti ancora da scoprire l'accoglienza e l'impatto che avrà il futuribile attuatore a impulsi neurali, (Neural impulse actuator), la nuova frontiera del "dialogo" tra uomo e computer. Il termine è fresco di conio e per poter acquistare negli Usa il dispositivo si dovranno attendere ancora pochi mesi.
Il mondo delle nuove tecnologie è una fitta rete di neologismi e acronimi. Le parole nascono, balzano all'onore delle cronache, molte volte ingenerando grandi aspettative, e in un arco di tempo che si può misurare in un paio d'anni nei casi più fortunati (in media impiegano tra i cinque e i dieci anni) entrano in tutte le case e aziende, lentamente ma sempre più inesorabilmente fanno parte della nostra quotidianità. Altre parole restano invece in stand-by, in attesa che i tempi diventino maturi; altre ancora precipitano addirittura nel limbo del dimenticatoio, perché le tecnologie sono troppo evolute o troppo costose. È stato il caso degli E-book, il cui primo progetto vide la luce addirittura nel lontano 1971, o del «paperless office», l'ufficio senza carta, di cui si iniziò a parlare concretamente nella seconda metà degli anni Ottanta, con l'avvento delle prime reti locali nelle aziende. Le reti sono diventate pervasive, eppure è aumentata in maniera esponenziale anche la quantità di carta sulle scrivanie, allontanandoci così dalle promesse e dagli obiettivi del «paperless office».

Neologismi sì o no?

da: Il Sole 24 Ore

Su Facebook, riserva dove proliferano i difensori di qualsiasi cosa, dai pini montani agli aeroporti milanesi, poteva mancare il gruppo di difensori della lingua italiana? No. Infatti, ecco il gruppo "Aboliamo i neologismi e gli stranierismi", dove si leggono appelli per sostituire la parola "cocktail" con un futuristico "polibibita" oppure per usare una semplice e pulita "notizia" al posto di "news".
Ma i neologismi, quelli sì che è difficile abolirli, anche perché la creazione della lingua è anarchica, le parole si autogenerano e diffondono in modo virale, incensurabile e incontrollabile, fino a consacrarsi termini ufficiali quando entrano nelle pagine dei vocabolari. Il Devoto Oli versione 2010 ne contiene 500 in più rispetto all'edizione 2009, più o meno lo stesso numero del Garzanti, mentre lo Zingarelli ne propone addirittura 1200.
L'ufficio – assieme alle aule scolastiche - è uno dei laboratori prediletti dalla creatività linguistica, un ecosistema dove le relazioni, il lavoro e la tendenza ai continui aggiornamenti (vuoi dei sistemi di comunicazione interna, vuoi della pagina web rinfrescata a forza di F5) generano un flusso continuo di nuove parole che si diffondono con l'immediatezza dell'invio di una mail. Una delle ultime tendenze in materia è prendere un verbo inglese - che gli abitanti d'oltremanica o d'oltreoceano usano correttamente nei loro uffici – e si superare la fatica di tradurlo in italiano con una semplice applicazione della desinenza verbale.
Sempre più numerosi sono gli esempi di questi ogm linguistici, dal draft-are un documento (cioè farne una bozza) al deliverar-are (banalmente, inviare) fino allo zippare (cioè comprimere file pesanti con l'omonimo programma Windows). Ma c'è anche l'oggetto/attività/persona performante (termine che evoca la potenza dei motori) e la terribile "deadline", macabra contro-traduzione per la comune "scadenza". Fra questa varietà di "neologismi da ufficio" abbiamo selezionato dodici fra i più usati e – ci permettiamo di definirli tali – fastidiosi.

Inclusive GIT branch naming

“main” branch is used to avoid naming like “master” and  “slaves” branches “feature branch” for new feature or bug fix   The shift fr...